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Consumi degli abbattitori di fuliggine: acqua, ricircolo ed energia

Artur Cokaj · · Aggiornato il

Portata agli ugelli e consumo d'acqua sono grandezze diverse. Bilanci, controlli e manutenzione spiegano come valutare la continuità del lavaggio dei fumi.

In un abbattitore a umido, controllare soltanto che nella vasca ci sia acqua lascia aperta una domanda essenziale: in quali condizioni quel liquido raggiunge gli ugelli e incontra i fumi? Durante il lavoro cambiano il carico raccolto e gli scambi con il gas. Il circuito idrico deve mantenere condizioni coerenti con il progetto per tutta la durata del servizio.

Questo approfondimento riguarda la gestione dell'acqua. I meccanismi di cattura sono trattati nell'articolo sulla dinamica del particolato e termodinamica dei fumi.

Ricircolare non significa consumare la portata della pompa

Nel ricircolo, il liquido raccolto torna al lavaggio; il reintegro introduce acqua dall'esterno e lo spurgo allontana una parte del liquido dal circuito. Il manuale EPA sugli scrubber per particolato, sezioni 2.3.1 e 2.5.5.1, descrive il riciclo e la necessità di contenere l'accumulo dei solidi attraverso la gestione del liquido.

Ne deriva una distinzione utile quando si legge un'offerta: la portata inviata agli ugelli e l'acqua nuova consumata descrivono flussi differenti. Un valore della pompa, preso da solo, non permette di calcolare la bolletta idrica. In un sistema a perdere, invece, il liquido impiegato non viene reimmesso nel medesimo circuito di lavaggio. Il confronto economico richiede un periodo di esercizio comune e condizioni di lavoro definite.

Il bilancio dell'acqua rende leggibili i consumi

Per un volume di controllo che comprende vasca e circuito, la conservazione della massa può essere espressa così:

Velocità di variazione della massa d'acqua = portata di reintegro + portata di condensazione − portata di evaporazione − portata di spurgo − altre portate in uscita

Tutte le portate devono essere espresse come massa d'acqua per unità di tempo, per esempio in chilogrammi per ora; anche la velocità di variazione della scorta d'acqua ha questa unità. Le altre uscite comprendono eventuali perdite e trascinamenti oltre il confine considerato. Il ritorno interno dalla camera di lavaggio alla vasca non è un nuovo ingresso dall'esterno. Se la quantità d'acqua nel sistema rimane costante, entrate e uscite si bilanciano.

È un bilancio fisico generale, non una formula per assegnare consumi a un modello ETC. Per usarlo servono dati dell'impianto: il contributo netto di evaporazione o condensazione dipende dalle condizioni del gas e del liquido. Il manuale EPA citato tratta gli scambi di acqua con il gas e il fabbisogno di reintegro; i suoi esempi industriali non costituiscono valori di progetto per una cucina.

I contaminanti raccolti devono avere una via d'uscita

Un secondo bilancio riguarda il materiale trasferito dai fumi al liquido. Consideriamo un esempio didattico: 200 grammi all'ora di un contaminante non volatile entrano nel circuito; il reintegro ne è privo; non vi sono reazioni, depositi, separazioni o altre uscite; la miscela è omogenea. Se lo spurgo è di 20 litri all'ora, a regime la concentrazione richiesta dal bilancio è 200 ÷ 20 = 10 grammi per litro.

Dimezzando lo spurgo a 10 litri all'ora, nelle medesime ipotesi, la concentrazione di regime diventa 20 grammi per litro. Non sono limiti ammissibili né impostazioni consigliate: l'esempio mostra soltanto perché ridurre uno scarico può aumentare l'accumulo. Sedimentazione, separazione dei solidi e variazioni del carico richiedono un modello diverso.

Quali segnali controllare

La scheda EPA sul monitoraggio degli scrubber per particolato richiama portata del liquido, perdita di carico e concentrazione nel liquido, oltre a parametri pertinenti quali pH, densità e reintegro/spurgo. Tra le criticità indica portata insufficiente, trascinamento e ostruzioni. Questi indicatori orientano il controllo; non equivalgono a una misura diretta dell'abbattimento al camino.

Il rapporto con gli odori richiede una distinzione ulteriore. Per l'assorbimento dei gas, l'EPA evidenzia il ruolo della solubilità e della concentrazione dell'inquinante nel liquido. Riutilizzare acqua non dimostra quindi, di per sé, la capacità di trattenere qualsiasi sostanza odorigena. Il tema delle misure è approfondito nell'articolo sugli odori delle cucine professionali.

Un programma di gestione leggibile

  1. Distinguere nei documenti portata di ricircolo, reintegro previsto e modalità di spurgo.
  2. Registrare ore di lavoro, lavorazioni e controlli richiesti dal manuale della specifica macchina.
  3. Confrontare l'andamento dei parametri con le condizioni di riferimento e le soglie definite per l'impianto.
  4. Programmare pulizia e controlli funzionali secondo le istruzioni, documentando anomalie e interventi.

Per una fornitura ETC, chiarire questi punti permette di valutare insieme trattamento, consumi e manutenzione. Frequenze e quantità non vanno trasferite da una macchina all'altra: devono corrispondere alla configurazione fornita e alle condizioni operative. La continuità del servizio si costruisce anche rendendo controllabile il circuito dell'acqua.

Energia elettrica: distinguere potenza e consumo

Il consumo elettrico dell’impianto comprende gli utilizzatori effettivamente presenti, come pompa di ricircolo, aspiratore e ausiliari. La potenza indicata in targa su un motore non coincide automaticamente con la potenza elettrica assorbita dall’intero impianto. Per un bilancio affidabile servono dati coerenti con il punto di lavoro o misure dell’assorbimento elettrico.

L’energia si calcola integrando la potenza elettrica assorbita nel tempo. In un esempio didattico, un assorbimento costante misurato di 1 kW per 8 ore corrisponde a 8 kWh. Non è un dato di consumo di una macchina ETC: se il carico varia, occorre considerare l’andamento reale. Per stimare il costo si applica il costo unitario pertinente al contratto di fornitura.

Per confrontare due offerte, chiedere quindi quali componenti sono inclusi e per quali ore operano. Un dato riferito alla sola pompa non descrive il ventilatore dell’impianto. Il manuale EPA già richiamato distingue i contributi energetici del ventilatore e della pompa; il calcolo qui riportato è un esempio dimensionale originale, senza valori attribuiti a un prodotto.

Il quadro generale è descritto nella guida al funzionamento degli abbattitori di fuliggine; i controlli del circuito sono raccolti nella guida alla manutenzione di vasca, ugelli e pompa.

Fonti e metodo

Fonti consultate il 16 ottobre 2026. Le schede EPA forniscono principi e indicatori tecnici; il manuale del 2002, tuttora collegato dalla scheda EPA, è utilizzato per i bilanci e il funzionamento generale. Non si applicano prescrizioni statunitensi all'installazione italiana. Il calcolo numerico è un esempio originale con ipotesi esplicite, non un risultato sperimentale né una prestazione di prodotto.

Artur Cokaj

Ricercatore e progettista di tecnologie per il trattamento dell’aria

Inventore, titolare del brevetto per invenzione industriale n. 102022000000572.

Preposto alla Gestione Tecnica D.M. 37/2008 Lett. A, C, D, E.