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Rumore di aspiratori e cappe: limiti, responsabilità e casi arrivati in Cassazione

Artur Cokaj · · Aggiornato il

Aspirazione, vibrazioni e abitazioni vicine: come si valuta il rumore, quali conseguenze sono documentate e perché i decibel di catalogo non bastano.

Un impianto necessario alla cucina può diventare la causa di un procedimento penale. È accaduto per l'aerazione di un ristorante nel caso deciso dalla Cassazione n. 31279/2017. Per chi gestisce un locale, il rumore dell'aspiratore merita quindi la stessa attenzione riservata alla captazione dei fumi: occorre verificare che cosa arriva nelle abitazioni, quando arriva e attraverso quali percorsi.

Un ristorante, un impianto di aerazione e una condanna

La Cassazione penale, sezione III, n. 31279 del 22 giugno 2017 esaminò il ricorso dell'amministratrice di un esercizio pubblico condannata per il disturbo prodotto dall'impianto di aerazione. La decisione di merito si fondava su testimonianze e rilievi ARPA. La Corte dichiarò il ricorso inammissibile, con spese processuali e 2.000 euro alla Cassa delle ammende, oltre alla condanna già pronunciata.

La motivazione distingue il mero superamento dei limiti acustici dai fatti ulteriori che possono integrare il disturbo penalmente rilevante. Il caso dimostra un rischio concreto; non autorizza a equiparare ogni superamento numerico a un reato.

Il rumore segue più percorsi

In un sistema di aspirazione il rumore può essere generato dal ventilatore e dal movimento dell'aria nei componenti. Può uscire attraverso la carcassa, propagarsi lungo aspirazione e mandata oppure raggiungere l'edificio come vibrazione trasmessa dai collegamenti. Un cassone rivestito internamente non dimostra, da solo, che tutti questi percorsi siano stati controllati.

La potenza sonora descrive l'emissione della sorgente nelle condizioni dichiarate; la pressione sonora descrive il suono in un punto di ricezione e dipende anche da distanza e ambiente. Per questo un valore di catalogo deve essere accompagnato dalle condizioni di prova. I principi e i percorsi di trasmissione sono descritti nel promemoria tecnico Suissetec del maggio 2025, qui utilizzato per la fisica degli impianti, non per applicare prescrizioni svizzere in Italia.

Quali limiti si devono verificare

Il DPCM 14 novembre 1997 distingue emissione della sorgente, immissione complessiva e criterio differenziale. I limiti assoluti dipendono dalla classificazione acustica del territorio. Negli ambienti abitativi il differenziale, quando applicabile, è di 5 dB nel periodo diurno e 3 dB nel notturno. L'articolo 4 prevede esclusioni e soglie di trascurabilità: questi numeri non sono limiti universali da applicare a qualsiasi misura.

Il DM 16 marzo 1998, allegato A definisce il periodo diurno dalle 06:00 alle 22:00 e quello notturno dalle 22:00 alle 06:00. Il differenziale confronta il rumore ambientale con quello residuo, rilevato escludendo la sorgente disturbante. Misure, durata e condizioni operative devono rappresentare il fenomeno; un controllo occasionale accanto alla macchina non sostituisce la valutazione richiesta presso il ricettore.

Sanzioni, limitazioni e responsabilità: piani diversi

L'articolo 10, comma 2, della legge 447/1995, nel testo modificato dal D.Lgs. 42/2017, prevede una sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro per il superamento dei valori limite richiamati dalla disposizione. L'importo applicabile e l'inquadramento dipendono dall'accertamento concreto.

In presenza delle eccezionali e urgenti necessità previste dall'articolo 9 della stessa legge, l'autorità competente può adottare provvedimenti motivati di contenimento temporaneo, fino all'inibitoria parziale o totale di determinate attività. Non è una chiusura automatica conseguente a una lamentela.

Sul piano civile, l'articolo 844 del Codice civile richiama la normale tollerabilità considerando le condizioni dei luoghi. La valutazione amministrativa e quella della controversia tra vicini devono quindi essere tenute distinte.

Il caso del 2026: il costo non si esaurisce nell'ammenda

Nella Cassazione penale, sezione III, n. 20496 del 4 giugno 2026, il disturbo di un ristorante-bar comprendeva macchinari, voci e spostamenti di arredi. Il ricorso fu rigettato. La sentenza riferisce 309 euro di ammenda in primo grado, risarcimento da liquidare separatamente e una provvisionale di 2.500 euro; in Cassazione furono aggiunte le spese processuali e 3.686 euro, oltre accessori, per la difesa della parte civile.

La Corte considerò la capacità delle condotte di disturbare una pluralità indeterminata di persone, anche entro un condominio. Il numero limitato dei denuncianti non escludeva quel requisito. La vicenda riguarda più sorgenti e comportamenti: non va attribuita al solo motore elettrico.

Dopo i lavori serve una verifica del risultato

L'ordinanza civile n. 7855 del 25 marzo 2025, sezione II, riguardava il motore di un ascensore. La Cassazione censurò la decisione che aveva ritenuto risolto il problema solo perché erano stati eseguiti lavori, senza verificarne concretamente l'efficacia, contestata dagli interessati. Dispose la cassazione con rinvio, non una nuova liquidazione definitiva dei danni.

Per l'aspirazione professionale se ne ricava un'indicazione metodologica: documentare l'intervento e controllare il risultato sono attività diverse. Silenziatori, supporti antivibranti e modifiche dei condotti devono essere scelti in relazione alle frequenze, ai percorsi del rumore e al funzionamento aeraulico.

Che cosa chiedere prima di ordinare l'aspiratore

  1. Individuare ricettori, orari di esercizio e classificazione acustica con il tecnico competente in acustica.
  2. Definire portata e pressione richieste considerando condotti e trattamento dell'aria; acquisire i dati acustici nelle condizioni dichiarate dal fabbricante.
  3. Progettare i percorsi aerei e strutturali del rumore, verificando anche perdita di carico e compatibilità dei silenziatori con l'effluente.
  4. Programmare verifica in esercizio e controlli dopo le modifiche, conservando documenti e registrazioni di manutenzione.

Questi sono criteri tecnici di prevenzione, da adattare all'impianto. Per la fornitura ETC, il confronto deve partire da tali dati: la scelta del ventilatore e del trattamento va coordinata con il progetto dell'installazione. Il rapporto tra motore, curva del ventilatore e consumi è trattato nell'approfondimento Motori e ventilatori per l'aspirazione dei fumi.

Fonti e campo dell'articolo

Consultazione: 16 ottobre 2026. Quadro nazionale; la verifica di un impianto richiede gli atti territoriali applicabili. Le sentenze sono state lette nelle riproduzioni integrali collegate di Canestrinilex, Lexambiente e Giuricivile, non in copie acquisite direttamente dal portale della Corte. Gli importi descrivono i singoli casi e non una previsione del costo di altre controversie.

Artur Cokaj

Ricercatore e progettista di tecnologie per il trattamento dell’aria

Inventore, titolare del brevetto per invenzione industriale n. 102022000000572.

Preposto alla Gestione Tecnica D.M. 37/2008 Lett. A, C, D, E.